Che grado di celiachia hai? Ma sei celiaca celica o guarisci?
Quando mangio la pizza non mi sento bene, quindi sono un po’ celiaco anche io!
E potremmo continuare ad elencare frasi simili ancora per un po’, nate dalla fantasia di amici, parenti e conoscenti. Forse, quello che intendono inconsciamente è qualcosa di diverso dalla celiachia, ma che hanno in comune il glutine. In due parole? Sensibilità al Glutine. In questo articolo facciamo ordine tra le definizioni, capendo le differenze tra sensibilità al glutine e la celiachia stessa.
Compare nelle persone geneticamente predisposte e può comparire sia in età adulta che nell’infanzia, in fase di svezzamento o dopo alcuni anni. La celiachia è una condizione permanente, che causa il deterioramento delle pareti intestinali se nella dieta ci sono alimenti con il glutine. E chi è celiaco lo sa bene: i sintomi più comuni, che possono comparire anche dopo mesi, coinvolgono l'intestino tra nausea, dolori alla pancia e gonfiore. A questi si accompagnano stanchezza e in alcuni casi anche la dermatite.
Ma poi guarisci? Dalla celiachia no, ma dalla sensibilità al glutine non celiaca sì.
La sensibilità infatti può aumentare o diminuire nel corso della vita senza lasciare danni permanenti, perché in questo caso si ha una risposta immunitaria con un intestino infiammato, ma senza danni alle mucose intestinali o ai villi che compongono lo stomaco.
Chi ha una sensibilità al glutine, dalle biopsie o dalle analisi del sangue, non ha né allergia al frumento né celiachia, ma comunque ha dei fastidi e sintomi diversi subito dopo aver mangiato un piatto di pasta, pizza, panini e alimenti contenenti glutine.
Che sia sensibilità al glutine o celiachia, c’è un’unica soluzione per entrambe: una dieta gluten free e prodotti preparati appositamente, con la spiga di grano barrata.
E a quello, ci pensiamo noi.
Fonti:
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